Una startup: un sogno
- gianlucacastrini
- 18 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Qualche tempo fa due persone che conosco da molti anni mi hanno chiamato per raccontarmi un’idea.
Padre e figlio.
Il padre è un artigiano del legno di terza generazione.
Per lui lavorare il legno non è solo un mestiere: è una tradizione di famiglia, coltivata per oltre quarant’anni con quella cura quasi maniacale per i dettagli che spesso riconosciamo nelle migliori storie manifatturiere italiane.
ll figlio invece ha un’altra passione: l’arrampicata sportiva.
Il bouldering, per lui, non è solo sport. È libertà, sfida, crescita personale. Ogni parete è un modo per misurarsi con se stessi.
Durante il periodo della pandemia si sono accorti di una cosa semplice: per tanti ragazzi e ragazze era diventato difficile continuare a vivere quella dimensione di gioco, movimento e sfida.

Le palestre chiuse. Gli spazi ridotti. Le occasioni che sparivano.
Così è nata una domanda quasi impossibile. E se l’arrampicata potesse entrare nelle case?
Non come attrezzo improvvisato, ma come esperienza completa e vera.
Sicura. Certificata. Curata. Bella da vivere.
Per quattro anni hanno progettato, testato, migliorato ogni dettaglio.
La passione sportiva da una parte. L’esperienza artigianale dall’altra.
È così che è nato SpiWall. Una startup sportiva.
Quando il progetto ha iniziato a prendere forma mi hanno coinvolto.
Non solo per le competenze che conoscevano, ma soprattutto perché ci conosciamo da molto tempo. E quando si parte per una sfida nuova, la fiducia conta quasi quanto le competenze.
Da lì è iniziato un percorso che stiamo costruendo passo dopo passo.
Non è solo il lancio di un prodotto.
È qualcosa di più sottile: dare forma a un’idea che ancora non esiste nella testa delle persone.
Perché SpiWall non nasce semplicemente per vendere una parete da arrampicata.
Nasce per portare un’esperienza di avventura, crescita e divertimento dentro gli spazi quotidiani delle persone. Siamo ancora all’inizio del percorso.
Ma vedere come un’intuizione, una tradizione artigianale e una passione sportiva possano incontrarsi e diventare un progetto concreto è una di quelle parti del mio lavoro che continuo ad amare di più.
Quelle in cui non si costruisce solo un prodotto.
Si costruisce una storia.




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